Auguri di Natale:

la Favola del Figlio e della Grotta Marina

La Favola del Figlio e della Grotta Marina

C’era una volta un uomo molto devoto, che aveva appena perso suo padre. Pieno di amore e rispetto, cercò il modo migliore per onorarne la memoria.

Un uomo saggio e sapiente gli suggerì qualcosa di insolito:
“Seppelliscilo alla bocca della grotta marina. Una volta ogni cento anni il mare si apre… e chi avrà saputo cogliere quel momento riceverà una grande benedizione.”

Il figlio esitò: paura, dubbio, la voce della mente che non sa se fidarsi.
Ma alla fine scelse di seguire l’indicazione e lasciò scivolare la bara nelle acque, proprio nell’istante indicato.

Nei giorni successivi però, nella sua mente iniziò un vortice di pensieri:
Ho fatto la cosa giusta? E se avessi sbagliato?
L’ansia del non vedere risultati immediati cominciò a tormentarlo con i dubbi.
Così, spinto dal bisogno di certezze, consultò un altro uomo che pensava fosse anch’egli saggio e sapiente.
Ma quello non era molto saggio e, per pura gelosia, gli disse di ripescare la bara.

Il figlio seguì il nuovo consiglio.
Quando il feretro tornò a terra e lo aprì… rimase senza parole.
Sulle ossa del padre c’era già un sottile strato d’oro.
Era il segno che la trasformazione era iniziata.
Il processo invisibile… stava funzionando!

Sconvolto, il figlio cercò allora di rimediare:
“Rimetto la bara in acqua, subito!”
Ma ormai era tardi. La magia si era interrotta.
La trasformazione, una volta spezzata, non poteva più riprendere.

Questa favola ci ricorda una verità essenziale:

Le trasformazioni profonde non avvengono mai in un giorno.
Come il mare che apre la grotta ogni cento anni, anche il nostro corpo e il nostro spirito lavorano con tempi misteriosi, spesso invisibili all’occhio.

Nella pratica,  che sia Feldenkrais, respirazione, movimento dolce o un percorso interiore, non vedere subito un cambiamento può farci dubitare.

Ma è proprio lì che bisogna restareContinuareAffidarsi.

Perché quando interrompiamo, quando “ripeschiamo la bara”, spegniamo un processo che stava già maturando in profondità.

La crescita vera è graduale, costante, silenziosa.
E nel momento in cui iniziamo a fidarci dei nostri passi, giorno dopo giorno, l’oro sottile comincia a depositarsi dentro di noi.

Buon Natale e tanta Serenità a tutti!

Roberta www.benessereconuntocco.it

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