Teologia Laica – L’Angolo della Spiritualità
Cadere e Rialzarsi
Prefazione di Roberta Gargiulo
Continua la nostra Rubrica di Teologia Laica che come vedete presenta una piccola Novità! E’ affiancata dal nome : L’Angolo della Spiritualità che Doris si sente di indossare meglio e che a me piace molto.
Il tema del “Cadere” è un tema complesso e il cadere è l’esperienza più comune che facciamo tutti perchè si cade non solo fisicamente! Per me, la “caduta” simboleggia la perdita di controllo, l’incertezza, la vulnerabilità o una crisi di identità. La paura di cadere spesso rappresenta la paura di fallire, l’ansia legata a situazioni che sfuggono di mano, o un periodo di transizione e cambiamento in cui ci si sente privi di punti di riferimento.
Sebbene possa sembrare un evento negativo, può anche essere interpretata come il segnale di una crisi che può portare a una maggiore resilienza e a una rinnovata forza interiore, specialmente se si riesce ad “atterrare in piedi” metaforicamente. Ed è questo in cui credo fermamente e che è anche molto difficile da praticare veramente!
Grazie a tutti voi e vi lascio all’articolo di Doris: L’Angolo della Spiritualità : Cadere e Rialzarsi
Roberta
Cadere e Rialzarsi
(di Doris Canas-Delaney)
Cadere è un’esperienza universale. Tutti, almeno una volta nella vita, siamo inciampati o abbiamo perso l’equilibrio: a casa, per strada, o in situazioni impreviste. Le cause possono essere diverse – distrazione, un movimento sbagliato, una superficie irregolare – ma la conseguenza è sempre la stessa: il dolore della caduta e, a volte, traumi più gravi. Cadiamo molte volte, ma non sappiamo come cadere.
Nelle arti marziali, invece, si insegna proprio questo: il come cadere. Sapere come farlo permette di ridurre i danni e, soprattutto, di rialzarsi con maggiore prontezza. È una lezione che va oltre il combattimento: nella vita, non conta solo evitare la caduta, ma anche trovare la forza di rimettersi in piedi.
Quando i nostri antenati, milioni di anni fa, si alzarono su due piedi, hanno dovuto fare un cambiamento del centro di gravità, il corpo non era ancora adatto alla posizione eretta: il centro di gravità li faceva cadere in avanti, spingendoli a tornare alla sicurezza delle quattro zampe. Solo dopo millenni di evoluzione l’essere umano imparò davvero a stare eretto, conquistando il suo equilibrio fisico. Forse, in ognuno di noi, resta ancora un’eco di quella memoria ancestrale che ci rende, a volte, più fragili o inclini a cadere.
Ma le cadute non sono soltanto fisiche. Ci sono anche quelle psicologiche ed emotive: cadere nella depressione, negli errori, nelle dipendenze, o in atteggiamenti che pensavamo di aver superato. In questi casi rialzarsi è più difficile, perché servono forza interiore, aiuto esterno e il sostegno della comunità.
Cadere ci rende presenti, ci costringe a vivere il momento – Roberta lo spiega molto bene nel suo articolo “Cadere o non cadere – meglio imparare a cadere bene con il metodo Feldenkrais”– in quell’istante vediamo tutto con estrema chiarezza: il corpo che perde controllo, l’ambiente intorno, il tempo che rallenta. Forse, se fossimo più consapevoli nella vita di tutti i giorni, cadremmo meno spesso – fisicamente e spiritualmente.
In Natura, la parola “cadere” ha un significato positivo: cade la notte e la terra riposa, si rigenera per un nuovo giorno; cade la pioggia e nutre la terra per una nuova rinascita; cadono le foglie nel bosco e formano l’humus’ ricco di nutrienti che alimentano nuove piante e sostengono una vasta rete di organismi viventi. Persino le stelle che “cadono” ci invitano a sognare. La Natura non muore nella caduta: solo si trasforma.
Cadere fa parte della vita, ma scegliere di rialzarsi è quello che ci rende più umani.
Un abbraccio a tutti e se volete scrivermi potete usare questa mail : dorys85@hotmail.it, sarò lieta di rispondervi !
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