L’Intervista a Cristina  

Allieva Metodo Feldenkrais e Ginnastica Antistress 

Lavorare con le persone e per la persone è la parte più bella e più difficile del mio lavoro.

Mi piace ascoltare le loro storie, le loro opinioni anche su quello che facciamo insieme: Lezioni Feldenkrais, Respirazione e Meditazione, Danza e Feldenkrais, Arte e Feldenkrais, Ginnastica Antistress ed anche i massaggi Benessere

Mi piace che non siano solo allievi o clienti ma che diventino parte di Benessere con un Tocco che è composto da tante persone con idee e vissuti diversi. 

Ognuno di loro apporta qualche cosa di unico e speciale al nostro gruppo ed è per questo che insieme a Francesco abbiamo iniziato ad intervistare sempre più persone.

Il tempo per fare e pubblicare una intervista è lungo e laborioso ma in una società dove oramai il rapporto personale è ridotto all’osso, credo che queste interviste siano davvero preziose soprattutto quando andremo a rileggerle fra qualche anno!

Francesco mi affianca da sempre in questo progetto e grazie, alla sua collaborazione, siamo riusciti a dare voce sempre a più persone!

Buona lettura e grazie a tutti voi!

Roberta 

Chi è Cristina detta Cri Cri : “mia mamma voleva un maschietto, mio papà una femminuccia.. e io li ho accontentati tutti e due!”

Ciao Cri, non è da molto tempo che ci conosciamo ma sei così attiva e presente che mi sembra tu sia qui da anni! Inoltre sei una donna dolcissima e sensibile alla quale è difficile non affezionarsi.

Noto con piacere che ti sei perfettamente integrata e che hai costruito nuove amicizie così mi viene da domandarti:  cosa ti è piaciuto di più della filosofia di Benessere con un Tocco che, nel tempo, ti ha portata ad incrementare le attività svolte insieme?

Mi ha convinto la tua professionalità, la tua disponibilità, la tua dolcezza nell’insegnare il metodo Feldenkrais.

Tu stessa mi hai detto tante volte che ero troppo “fisica” e che dovevo imparare a sentire ed apprezzare un movimento più piccolo e leggero, per me molto difficile. Vengo infatti da un passato sportivo piuttosto pesante: ho fatto karate, pallacanestro, kickboxing, calcio, sollevamento pesi… quindi diciamo che il mio approccio era molto fisico muscolare.

Adeguarsi ad un metodo molto più dolce e più rilassante è stata e ancora deve essere una conquista, perché ancora non ho raggiunto la pace della muscolatura… e del desiderio di fare un movimento sportivo intenso. Però è proprio il tuo modo di porti sia personalmente che professionalmente che mi ha attirato e che mi ha portato ad aprirmi anche nel gruppo.

Io sono una persona molto chiusa ma grazie a te e anche ad altre persone del gruppo sono riuscita ad aprirmi. Il gruppo che si è creato è un gruppo che mi piace, ci sto bene e le altre persone stanno bene con me.

Tu dici che sei molto “muscolare”. Nello stesso tempo però sei anche molto elastica,  flessibile e, a parte il tuo tratto molto fisico e mascolino, anche io sono rimasta colpita dalla tua dolcezza nonostante il tuo aspetto un po’ rude. Infatti qualcuno che all’inizio ha pensato che tu fossi un po’ aggressiva ha scoperto il tuo cuore di cioccolato!

Tu come ti definiresti? Pensi di dovere indossare una corazza a volte?

Si, è una corazza che ho dovuto indossare, perché mi hanno fatto male troppe volte e puoi immaginare il motivo. (Cri si emoziona, si sente dalla voce e gli occhi diventano un po’ rossi)

Quindi mi confermi che è la dolcezza la tua parte più vera….

Sì, ma la devi saper scoprire.

Approfondiremo nelle prossime domande cosa ti ha portato a crearti questa corazza: una corazza per proteggere un grande cuore!

Io e te ci siamo conosciute attraverso la dott.ssa Cristina Razetti che è la tua Osteopata e la collega con la quale collaboro. Io e Cristina Razetti ci siamo conosciute per caso e abbiamo scoperto di condividere questo amore per il fare stare bene le persone.

Abbiamo visto che grazie alle specialità professionali diverse ma complementari che ognuna di noi possiede, era possibile creare una buona collaborazione: Cristina Razetti come Fisioterapista- Osteopata ed io come Educatrice Somatica.

Come valuti tu il sentirti supportata da due specialisti che collaborano fra loro, cercando il modo migliore per aiutarti?

Beh devo dire ottimamente bene, perché Cristina mi ha trattata come paziente in un momento in cui la mia colonna purtroppo stava cedendo per gli abusi che ha subito nel tempo a causa degli sport che ho praticato e che di sicuro non sono stati leggerini (ride).

Io di sicuro non ho fatto danza, non l’avrei mai potuta fare…(si guarda le braccia e ride ancora di più).   Il suo aiuto osteopatico, se così si dice, ed anche il suo suggerimento di venire qui da te a fare Feldenkrais è stato davvero utile.

Il metodo Feldenkrais aiuta il corpo a trovare un equilibro più funzionale sia a livello muscolare, tendineo e perché no anche mentale.  Durante la lezione ti rilassi nel corpo, è una distensione a tutto tondo, quindi è un benessere totale

L’aiuto osteopatico da parte sua e il benessere fisico e mentale dall’altra… da parte tua è un’interazione perfetta, si chiude il cerchio.

Che cambiamenti hai notato durante questo periodo di lavoro insieme, sia a livello del corpo che a livello personale? Anche come nuove consapevolezze corporee e di tue potenzialità personali.

Alcuni gesti che faccio durante la giornata mi fanno pensare a movimenti che abbiamo fatto nella lezione e così mi capita di rifletterci. E poi mi piace molto anche il fatto di aver trovato nuove amicizie.

Io mi ero completamente isolata da anni e quindi anche solo allargare la conoscenza di altre persone, uscire a cena, chiaccherare, mi ha aperto un mondo nuovo, un mondo in cui mi sto catapultando adesso, con un po’ più di coraggio e spensieratezza, sempre con le dovute cautele, perché l’armatura c’è, non posso buttarla giù.

Abbiamo lavorato bene insieme fin dalla prima volta, ma contraddicimi se sbaglio. E mi ricordo che alla fine della lezione è successa una cosa davvero buffa: prima di salutarci ci siamo messe a cantare la sigla del cartone animato Manga di Lady Oscar che è stata la mia paladina quando ero bambina. E a quanto pare pure la tua!

Lady Oscar mi affascinava molto, era una donna bellissima che indossava abiti da uomo in quanto era una delle Guardie reali della Regina Antonietta che ovviamente è innamorata di Lady Oscar, credendola uomo mentre a sua volta Lady Oscar è innamorata del Conte Fersen che invece ama, non riamato, la regina. Insomma un grande intrigo ma vengo alla domanda:

Perché ti piace Lady Oscar, cosa ha rappresentato per te? Mi hai anche chiesto di farti un disegno di Lady Oscar..

Perché io, fin da piccola, ho sempre preso le difese delle bambine che venivano derise, prese in giro e quindi è come se avessi sempre fatto l’uomo della situazione, con tutti, anche con me stessa e lei in qualche modo fa la stessa cosa. C’era una bambina alle elementari, mi ricordo ancora nome e cognome, S. P., che disegnava da Dio, disegnava i cavalli che sembravano veri ma veniva sempre presa in giro perché era piccolina, bruttina e timida.  

Solo la maestra di disegno la lodava! Quando c’erano le compagne che le facevano i dispetti io menavo a destra e a sinistra, infatti ero sempre dalla preside, sempre tacciata come una maschiaccia. Ma a me è mai fregato niente. Mi son sempre sentita di dover difendere queste persone deboli.

E anche oggi vorrei essere una lady oscar, voglio dire, bionda, alta, con gli occhi azzurri, con la divisa, con la spada, magari… A volte mi sento fuori luogo, fuori epoca, non mi sento di questo mondo, sono aliena..

Cara Cri, tocchi un tema importante.. chi era veramente Lady Oscar. La sua vita doveva essere stata molto difficile, un po’ ambigua. Era una donna che tutti credevano uomo. Diciamo un personaggio che si presta a diverse interpretazioni. A volte per sopravvivere siamo un po’ costretti ad indossare delle maschere. Tu cosa ne pensi?

Io penso di non poter cambiare per farmi accettare. E forse Lady Oscar potrebbe essere una donna omosessuale, forse un cartone troppo all’avanguardia per l’epoca o almeno questa è la mia interpretazione di Lady Oscar quindi si gioca un po’ sull’ambiguo fino all’ultimo per poi scivolare di nuovo nel convenzionale.

Questa è quindi la tua interpretazione.. e ti dirò che è anche la mia!

Veniamo al punto della corazza. In un’altra occasione mi hai detto di essere gay, corretto? Ti sei definita cosi. Io non sapevo che gay valesse per uomini e donne.  

Beh normalmente si dice anche frocio o lesbica, purtroppo spesso detto in modo dispregiativo. Io ammetto qualsiasi tipo di definizione basta che il tono sia neutro. Io vado molto a intuito, quindi riesco a capire il modo, sono diventata molto attenta, dopo tutte le batoste che ho preso. Quindi anche da un piccolo gesto riesco a capire se la persona ha dei pregiudizi oppure no, anche se pensa di non averli.

Secondo te c’è differenza tra il mondo maschile e quello femminile nell’omosessualità?

C’è un abisso, perché a prescindere dal fatto che il mondo maschile si può dire che è nato per primo rispetto al mondo femminile, gli uomini hanno posti di lavoro migliori, sono spesso più famosi e affermati rispetto alle donne: puoi sentir parlare di Strabioli, di Ozpetek, ma di donne?

Il mondo maschile sta sempre di più sotto le luci della ribalta. Lo vedi anche nei locali, che sono più attrezzati per loro, diciamo, anche perché i loro approcci sono diversi da quelli femminili. Gli uomini tendono ad avere un incontro finalizzato più al rapporto mordi e fuggi più che duraturo. Anche perché son di moda molto le saune: e in sauna che ci vai a fare? Non ci vai solo a metterti a mollo nell’acqua calda…

Una donna solitamente ha un approccio diverso, vuole fare conoscenza, cominciare con una relazione più basilare. Di solito gli incontri fra donne non sono subito mirati ad andare a letto. Poi c’è pure quello per caso, però l’ago della bilancia si sposta più su lato maschile. Ci sono sempre gli estremi da una parte e dall’altra.

Io noto che tante donne hanno amici gay ma pochi uomini hanno amici maschi gay ti torna questa cosa?

Forse perché le donne sanno che quegli uomini omosessuali non le romperanno mai le scatole e il rapporto può davvero diventare una amicizia solida.

Trovi che ci siano pregiudizi delle donne etero verso le omosessuali? Io non credo

Io invece penso di sì!  Purtroppo c’è questo preconcetto che se si incontrano gay ed etero, ci sia tipo l’assalto al treno. Ma non è così, voglio dire, io stessa ti ho confessato di essere gay, sei una bellissima persona, sei sposata, io ti voglio un bene infinito, ma non ti toccherei con un dito. Ci sono persone che pensano: “Ora questa ci prova”. Ma questo è deprimente, deplorevole, perché nessuno ti dà il diritto di andare a rompere le scatole.

Bisogna arrivare al rispetto perché poi, qualunque gesto, del tipo mi avvicino e ti do un bacio…, non lo sto facendo perché ci sto provando, ma perché mi viene da dentro, perché c’è quell’affetto e quell’amicizia. Ma non va oltre quello, non viene a darti fastidio, perché è sincero, non ha uno scopo secondario. L’amicizia per me è molto importante fra le persone.

Tu invece hai trovato tanti pregiudizi da parte delle donne?

Si a me è capitato diverse volte in differenti posti di lavoro. All’inizio quando non si sapeva che ero omosessuale si scherzava insieme. Poi quando invece lo dicevo all’improvviso i rapporti cambiavano. Io ero sempre la stessa persona. A volte quindi sei costretto a tenere una maschera ma la maschera ti impedisce di avere dei rapporti intimi, di svelarti.  Io ormai sono arrivata all’età in cui non me ne frega un cavolo: se ti va bene è così, se non ti va bene va bene lo stesso. Che tu lo capisca, che tu me lo chieda o che te lo dico io, non mi voglio più nascondere.

Ora ti ricordo di una storia un po’ favola che mi hai raccontato durante il nostro primo colloquio di lavoro ovvero la storia della tua nascita, La storia che mi avevi raccontato è dolcissima e merita di essere narrata da te… 

Quindi raccontami ancora questa storia perchè merita di essere narrata e ascoltata con il cuore!

Io sono, in un certo senso, nata per sbaglio. Nel senso che ho un fratello che ha esattamente 12 anni più di me, ha adesso 70 anni. Fra lui e me c’erano altre due sorelle che però mamma non è riuscita a portare a fine gestazione: una è nata ed è morta subito dopo, e l’altra non è arrivata alla fine. Io sono nata di 8 mesi col cordone ombelicale rigirato tre volte intorno al collo e con l’ittero.

Ci hanno ripreso a tutte e due abbastanza per i capelli, perché avevano detto che probabilmente riuscivano a salvare una sola, e lei chiaramente aveva detto di salvare me, invece ci hanno salvato a tutte e due.

Mio padre era fissato che voleva avere una femmina, mamma invece voleva il maschietto. Sono nata io e li ho accontentati tutti e due!

Il problema è che, non mi ricordo benissimo, mamma mi raccontò che lei aveva un problema fisiologico legato alle gravidanze femminili, nel senso che lei non riusciva a portare a termine le gravidanze di femmine.

Già questo poteva far pensare che qualcosa di strano dentro di me c’era, perché se sono arrivata a farcela qualcosa di particolare ce l’avevo.

Anche forse l’influenza di papà che sì, voleva una femmina ma mi ha sempre trattato come un maschio perché io ho sempre voluto fare cose da maschio e mi piaceva difendere le bambine dai soprusi degli altri come ti ho già detto.

Quando ti sei accorta di avere una preferenza al femminile?

Non penso ci sia stato un momento in cui me ne sono accorta, è sempre stato così, non ho mai avuto propensione a fare conoscenza col mondo maschile, non ho mai avuto il desiderio di avere il ragazzetto.

Fin dall’inizio non mi ha mai attirato. Ci sono persone che hanno provato da una parte e dall’altra, ma io non ho mai avuto sta cosa. Mi hanno spesso detto di provare, ma che provo? Se non c’è fantasia, non c’è desiderio, perché mi devo forzare a fare qualcosa che non mi interessa?

La bella e la bestia, in me le due anime insieme, agli altri…scoprirle! (cri)

E i tuoi genitori?

I miei tutto sommato, non sono mai stati oppressivi più di tanto. Giusto mamma ogni tanto mi chiedeva: “Ma perché esci solo con queste amichette, perché non fai amicizia anche con qualche ragazzetto” Io uscivo sempre con le ragazze. Poi qualche anno prima che morisse, poco dopo che mi ero lasciata con una ragazza con cui ero stata per 15 anni, lei, dispiaciuta mi fa: “Ma… non ci pensi a sposarti?” Ma dai ma non hai capito niente!

Cosi li ho accontentati tutti e due e sono contenta cosi!

Ti faccio l’ultima domanda, oppure vuoi dire tu qualche cosa

Si, ti volevo dire che questa esperienza con le tue attività, con te e con le altre persone che ruotano intorno a Benessere con un Tocco mi ha dato più sicurezza in me stessa, l’avevo persa, purtroppo.

Finita quella lunga storia affettiva importante ho lasciato passare anni senza fare nulla per me e mi sono preoccupata di far star bene solo le altre persone.

Mentre adesso sto cercando di fare qualcosa per me, e forse magari, pure se sono vecchietta, spero di riuscire a ritrovare qualcuna che possa camminare insieme a me, condividere il tempo che c’è con il cuore, senza maschere, senza sotterfugi.

Ormai non c’è più tempo per perdere tempo. Ora ho conosciuto dei bravissimi ragazzi gay, sto bene con loro e loro sono entrati subito in sintonia con me. … Sto riscoprendo cose che ho lasciato passare senza far nulla. Sicuramente sono rientrata dalla porta di servizio, perché ho paura della porta principale

Intendi ragazzi, non ragazze?

Sì, sono entrata dalla parte maschile, perché da quella femminile, mi mette pensiero. Arriverà, piano piano. Ho ripreso dei contatti con il vecchio ambiente ma ho ancora bisogno di tempo.

E questa è una forza che mi hai dato tu, mi ha dato Cristina, le amicizie che avevo e queste che stanno subentrando e che sento sincere. Sono pronta per ricominciare anche una nuova vita affettiva.

Poi nel momento in cui sentirò qualcosa che non va chiaramente lascerò andare. Sono arrivata al punto in cui sono capace di lasciare andare. E’ inutile trattenere le cose che ti fanno male e il tempo ora davanti non è più quello di un tempo.

L’importante e che io faccio stare bene le persone che stanno vicino a me. Quello che a me fa star bene di più è far sorridere le persone a cui voglio bene. Perché se sorride la persona che ho davanti vuol dire che sta bene, ed è quella la cosa che mi piace di più e mi scalda dentro!

Non posso che ringraziare Cristina per il suo cuore aperto e per la sua disponibilità a raccontarci la sua bella storia. Grazie Cri e ti salutiamo con questa canzone di Giuni Russo, che ami molto e che ti rappresenta: La forma dell’amore

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