Teologia Laica : Dimenticare di Vivere

Prefazione di Roberta Gargiulo

Ciao a tutti, lascio subito la parola a Doris perchè sarà tutto chiaro senza introduzioni.

Questa Rubrica di Teologia Laica è per me molto importante anche ai fini del lavoro che svolgo e agli ideali in cui credo: occuparsi dello star bene non è solo fare ginnastica, o meditare o fare tutte le attività che propongo compresi i massaggi e tutto il resto ma è soprattutto far entrare nella nostra testa pensieri e riflessioni positive che ci possano far crescere e cambiare in meglio. Nutrire il Cuore è la migliore forma di Benessere che ci sia!

Viviamo in una Società complessa, difficile da interpretare, spesso violenta e ingiusta e l’unico vaccino che esiste è quello di ricercare sempre il nostro bene e quello della comunità in cui viviamo senza tralasciare nessuno. Questo è rafforzato da quello che mi è successo: che il dono più grande che abbiamo è la vita, la possibilità di vivere e va difesa e protetta per tutti ma non con la violenza ma con l’empatia, la condivisione, la cooperazione e lo studio reale e serio di queste realtà mondiali cosi difficili da codificare.

Grazie a tutti voi e vi lascio all’articolo di Doris: Teologia Laica : Dimenticare di Vivere

Roberta

Dimenticare di Vivere

(di Doris Canas-Delaney)

Roberta ci ha aperto il cuore, condividendo con noi le sue emozioni, i suoi timori, la sua speranza di fronte al problema dei suoi occhi. Il suo racconto, intimo e sincero, mi ha toccato profondamente.

In lei ho visto la forza di chi non si arrende, di chi continua a camminare anche quando la strada si fa buia. La sua sincerità, la sua tenacia e il suo spirito di lotta sono un dono.

Spesso i momenti difficili della vita ci schiacciano, ci tolgono il respiro e la fiducia.
Eppure, Roberta è riuscita a rialzarsi trovando la forza nella sua pratica spirituale — quella stessa pratica che ogni giorno, nel suo lavoro, ha condiviso con amore, dedizione e professionalità.

Come dice il Libro del Tao: Ma è il tempo e l’amore che ci dedichiamo a fare questa cosa che la rendono così utile e così preziosa.” E questa è spiritualità.

Roberta ha detto anche qualcosa di essenziale: Quanto si corre oggi, senza nemmeno sapere perché e dove si vuole arrivare! Corriamo, corriamo, corriamo… e ci dimentichiamo di vivere.” È vero.

Questo continuo correre è la ferita della nostra epoca: ci spinge a inseguire sogni di plastica, parole vuote, illusioni di felicità. Viviamo in superficie, sempre più stanchi, frustrati, insoddisfatti. Sentiamo che il tempo ci sfugge tra le dita e che la vita, così com’è, non basta.

Ma il vuoto non si colma accumulando cose o esperienze: si colma solo incontrando noi stessi. Quando ritroviamo la nostra strada — quella che conduce al cuore, alla nostra Anima — tutto ciò che è esterno trova finalmente il suo senso. Eppure, quante volte dimentichiamo la nostra Anima!

Cerchiamo fuori ciò che si trova dentro: 

  • “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”
  • “Perché cercate fuori, nell’effimero, la vita eterna che già abita in voi?”

La nostra anima ci chiama, ci supplica di ascoltarla. E noi, distratti, crediamo di aver bisogno di qualcosa di straordinario per trovarla. Ma non serve nulla di eccezionale: basta tornare alla Natura.

Teologia Laica: Dimenticare di VivereLa Natura è la nostra maestra silenziosa. Ci offre mille occasioni per riscoprire la pace e ritrovare noi stessi: un’alba, un tramonto, il canto del vento, il profumo della pioggia.

Chi ha guardato l’alba oggi? Chi si è fermato, anche solo un istante, davanti al cielo che cambia colore al tramonto? In quei momenti, qualcosa vibra dentro di noi. Ci sentiamo parte di un tutto più grande, vivi, presenti.

Oggi, sull’autobus, guardavo le foglie gialle cadere dagli alberi. È pieno autunno.
Gli alberi vestivano mille sfumature, dal verde al rosso, dal giallo al rame.

Ho ringraziato per quella bellezza semplice.
Intorno a me, quasi tutti avevano lo sguardo fisso sul cellulare.
Io ho continuato a guardare fuori, verso il cielo, seguendo le nuvole che si addensavano: da qualche parte, a Roma, stava tornando la pioggia.

A forza di correre, abbiamo dimenticato di vivere.
E quando arrivano le prove, non siamo pronti. Le interpretiamo come punizioni, come se il Divino ci avesse voltato le spalle — senza capire che siamo stati noi, per primi, a dimenticarci di Lui.

Per questo, almeno oggi, fermiamoci un attimo. Rivolgiamo un saluto alla nostra anima.
Diciamole: Buongiorno. E, prima di dormire, sussurriamole ancora: Buonanotte.

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