Lavoro – Spiritualità e Benessere :

sono diverse facce di una stessa medaglia

Buon inizio di stagione a tutti. Purtroppo, come molti di voi sanno, non ho ancora avuto la possibilità di riaprire lo studio per l’infortunio all’occhio capitatomi all’inizio di giugno, ma dalla fine ottobre, finalmente e con gioia, potrò riaprire il nostro studio/casa.

E’ stata un’estate difficile, durante la quale ho dovuto affrontare una sfida complessa che non è ancora terminata.

In Aprile ho iniziato ad avere problemi agli occhi. Prima un “opercolo” nella retina dell’occhio sinistro, per fortuna preso in tempo e risolto. Poi il 1° giugno un distacco di retina dell’occhio destro. Operato d’urgenza, recuperato con una convalescenza molto impegnativa e poi un nuovo distacco sempre nell’occhio destro che mi ha costretto ad una nuova operazione con un’altra dura convalescenza e complicazioni varie. Non avevo scelta ed ho dovuto chiudere lo studio per concentrarmi sull’unica priorità di quel momento: recuperare l’occhio e la vista.

E’ stata una esperienza molto difficile da tanti punti di vista. La visione è qualche cosa di primario e fondamentale e quando si hanno difficoltà di questo tipo, tutta la vita viene capovolta. Cambiano le priorità e la quotidianità assume un significato diverso.

Diamo la salute per scontata, ma è un dono immenso. Ogni giorno ringraziavo tutto il bello che potevo vedere e fare perché i miei occhietti sono sempre e da sempre stati fragili.

Quando si è spenta la lampadina ho provato una emozione paralizzante, un vero terrore. Ho avuto la sensazione che quella specie di anima pulsante che sento sempre battere calma ma forte sul fondo, la mia forza e sicurezza anche nelle situazioni più avverse, si era spenta. Inciampavo, sbattevo contro gli oggetti. Leggere un messaggio o una mail era diventato una impresa impegnativa. Vedere le persone mi faceva sentire a disagio perché mi sono sentita privata di un pezzo di me e svuotata.  

Questa esperienza mi ha profondamente cambiata perché mi sono resa conto una volta in più quanto un disagio fisico importante possa cambiare la qualità della vita con se stessi e con gli altri.

In questi lunghi mesi ho capito ancora con maggior chiarezza l’importanza dei rapporti che ho costruito con le persone che ruotano da tempo intorno a “Benessere con un Tocco” ed ho sentito la loro vicinanza e la loro forza. Ho ricevuto tanti messaggi e tante telefonate di affetto, solidarietà e vicinanza che mi hanno aiutata. A volte non rispondevo ma in certi momenti mi sentivo cosi stanca e a terra, da non averne la forza.

Poi in agosto è morto Eugenio, mio mentore e amico, con tutte le sue riflessioni, il suo innato ottimismo anche nella malattia, le sue battaglie quotidiane per continuare a vivere, a scrivere e a narrarsi e mi sono sentita proprio triste. Mi ha però lasciato tanti scritti che ora, piano piano, sto rileggendo con calma e lasciando, con il tempo, che le sue parole si depositino dentro di me. Come avete letto, con immensa gioia sua moglie Doris si prenderà carico della Rubrica

Quanto si corre oggi senza nemmeno sapere perché e quale sia la meta! Corriamo corriamo, corriamo e ci dimentichiamo di vivere!

Sto per completare la convalescenza primaria del terzo intervento chirurgico subito dall’occhio destro e, se non succede altro, dalla prossima settimana ho il permesso del chirurgo per riprendere il mio lavoro con calma e ascolto e finalmente potrò rivedere visi e sorrisi noti. Sarà molto bello.

Ho sempre dato molta importanza al corpo e al suo benessere perché è la nostra navicella spaziale per vivere qui in questo momento e per la sua infinita intelligenza nel comunicare con noi e nel trovare quasi sempre una via per rigenerarsi e per ritrovare il suo equilibrio.

Questa brutta esperienza mi ha dato ancora più conferma dell’importanza che hanno gli occhi non solo nella visione (per altro fondamentale) ma anche nell’equilibrio, nella percezione degli spazi, nella postura e anche nella sicurezza nella vita di tutti i giorni. Quindi darò ancora maggior importanza e rilievo nel mio lavoro all’aspetto e alla funzione degli occhi.

Non credo che le cose capitino a caso e per noi esseri umani è profondamente importante cercare di dare un senso a ciò che ci accade. E’ un punto su cui sto riflettendo molto.   

Questa estate ho meditato su un libro sul TAO ed ho trovato una risposta molto interessante su cosa significa fare contatto con la propria spiritualità che non significa religiosità – Ecco cosa dice:

Il successo spirituale si ottiene con la cura quotidiana. Se voi praticaste ogni giorno, vincereste. Se ogni giorno foste pigri, perdereste.

Coltivare noi stessi sta alla base di un impegno spirituale. Per ottenere discernimento e abilità non occorrono grandi proclami, spettacolari iniziazioni o improvvisi momenti di illuminazione. Questi non sono che apici di splendore all’interno di una attività sistematica e quotidiana.

E per ognuno di noi coltivare noi stessi può essere qualche cosa di diverso ma è il tempo e l’amore che ci dedichiamo a fare questa cosa che la rende così utile e così preziosa sia che si tratti di una preghiera, una meditazione, di esercizio fisico, di studio, di svolgere il nostro lavoro con amore, di rispettare gli altri, l’importante è la sua pratica quasi quotidiana e amorevole.

Soltanto allora potremo dire di stare veramente praticando la via della spiritualità, tutto questo approccio metodico ci frutta sicurezza in vari modi. Innanzitutto, ci fornisce i mezzi per conservare i progressi fatti anche se un certo giorno non ci sentiamo particolarmente ispirati.

La pratica di per sé è un fatto positivo.  Non si può che trarre beneficio da un esercizio quotidiano. Inoltre la pratica costante ci ripaga con una certa soddisfazione anche sul nostro senso di capacità e di determinazione. A che titolo possiamo dire di avere sinceramente intrapreso un cammino spirituale se voltandoci indietro non scorgiamo anni di pratica assidua e non troviamo conforto nello slancio che essa ci ha dato?

Ho citato con queste parole un breve stralcio del libro sul Tao perché mi ci sono pienamente ritrovata. La via della spiritualità è per certi versi molto semplice: portare avanti con forza e determinazione tutto quello in cui crediamo con il cuore e nel rispetto del tutto.  Piccole cose che magari ad altre persone possono sembrare inutili ma che in realtà ci danno un profondo senso di forza e di sicurezza e diventano un faro che illumina la nostra vita.

Auguro a tutti voi e a me una ricerca proficua dentro noi stessi

A molto presto!

Roberta

Regala il tuo sorriso con il cuore perché, chi lo incontra, potrebbe averne salva la vita

(Eugenio Delaney)

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